Spazio Agorà

 

 

 

Spazio Agorà

Agorà era la piazza principale della città nell’antica Grecia, sede del mercato e centro propulsore economico, politico e religioso. Un luogo di cultura e di città capace di mantenere e creare numerose relazioni interpersonali, dove si prendevano decisioni importanti, un’autentica invenzione urbanistica. Agorà oggi, invece, vuole essere un punto di nodo fondamentale con la città per il consumo culturale urbano ed una piattaforma abilitante per le nuove generazioni e la società di domani. Un luogo dove si produce ed esporta cultura, non un mero contenitore di arte. Un posto dove stare e ritornare, un qualcosa in continua evoluzione e attento ai processi di cambiamento, adattabile ai nuovi modelli sociali, senza barriere e senza ostacoli, un luogo grazie al quale le persone si incontrano e si conoscono, un spazio di riflessione, ispirazione e produzione. Un HUB-PLAYABLE che accompagna il processo creativo, favorendo la libertà di pensiero, abituando la mente alla riflessione, alla progettazione e all’ azione. Una piazza open-source da cui è possibile attingere informazioni connettendo il proprio dispositivo con un oggetto all’interno di essa, svolgendo attività sia di didattica che di ricerca. Persone con interessi comuni possono incontrarsi, socializzare e collaborare co-progettando. La condivisione degli spazi è alla base di tale pratica, favorendo in maniera spontanea il coinvolgimento e la partecipazione alla creazione di contenuti per lo spazio stesso. Un’osmosi di competenze ed esperienze che aumentano il valore dei singoli attori i quali diventano parte attiva del processo e non più solo meri fruitori, sviluppando capacità di collaborazione per un interesse comune, restituendo il senso di identità, affezione ed appartenenza ad un luogo. Grazie all’utilizzo della tecnologia (Internet of Things) sarà possibile connettere tra loro oggetti e dispositivi di ogni tipo, consentendo di trasformare un qualunque oggetto – sia esso un quadro, un’installazione, una foto o una biblioteca – in un dispositivo connesso a Internet e per questo dotato di tutte le funzionalità e caratteristiche di device nati e progettati per essere utilizzati sul web. Un museo dotato di IoT ha così la possibilità di ribaltare il modo in cui un visitatore si relaziona con esso, agevolando il processo di fruizione, rendendo disponibili informazioni e fonti di ogni tipo sotto forma di testi, di file audio o video, di immagini, etc. In uno spazio playable ogni singolo attore può creare contenuti, programmare un’esposizione, offrire servizi, proporre un laboratorio, organizzare un aperitivo, un evento privato o un appuntamento con tutta la città. Così come nell’antica Grecia, Agorà diventa un dispositivo di potere e di disciplina culturale, sociale ed economica, uno luogo “poroso”, permeabile alla contaminazione, smontabile e ri-adattabile all’interno del suo stesso spazio che, sotto l’apparente continuo scomporsi e ri-comporsi, genera tendenze di lungo periodo. Un luogo amichevole ed accogliente, un appuntamento per tutta la città per soddisfare la propria fame di sapere e la propria curiosità, dove regalarsi del tempo e dove la cultura, sotto forma di gioco, diventa fattore di crescita e di sviluppo per l’individuo e la collettività. Un contenitore di esperienze e dialoghi dove spazio, tempo e risorse vengono messi a disposizione di tutti al fine di sostenere e promuovere il processo creativo ed ideativo fino ad arrivare al prodotto finale, che sia un’ istallazione, una performance o un’ esposizione. Progetti che nascono da relazioni, rapporti e frequentazioni vissute all’interno di Agorà, progetti che promuovono la cultura nei suoi linguaggi più contemporanei, interdisciplinari e sperimentali. Agorà, quindi, prova a mettere al suo interno in relazione le diverse esperienze, il territorio e la città, il dibattito politico e sociale, il tempo e le risorse, traducendo il tutto in un processo/prodotto creativo, innovativo, replicabile, comunicabile e facilmente fruibile.

Maria Raffaella Capaldo

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