Siamo a cavallo!!

 

 

 

L’attività di Marino Marini è sempre stata fluida e legata a diverse sensazioni (“Ho sempre sentito il bisogno della suggestione sensoriale del colore, per dare inizio ad una forma…comincio con il colore e dopo il colore vedo una linea e vedo una forma”). Allo stesso modo Siamo a cavallo! vuole costruire una serie potenzialmente infinita di rimandi alla figura iconica dell’opera di Marini, attraverso il coinvolgimento dei soggetti più vari, dotati di abilità differenti per pratica, teoria e avanzamento tecnologico. Siamo a cavallo! tende alla costruzione collettiva di un archivio condiviso attorno alla figura del cavallo e del cavaliere: dalle sue rappresentazioni iconografiche (il cavallo a dondolo in tutti o quasi gli album di famiglia, le statue equestri nelle foto di viaggio, ecc.), alle poetiche di ogni tempo (proverbi, epica, testi di canzoni), ai suoi rimandi più immaginifici (giocare a cavallina, a scacchi, laboratori di mimica teatrale, ecc.). Ogni attività, svolta all’interno del museo, sarà destinata a creare e rafforzare un archivio immateriale al quale tutti potranno accedere, seguendo percorsi tematici, facendo ricerche per immagini o testi similari o per linee di senso create dagli stessi fruitori) e che tutti potranno implementare direttamente (mediante upload, uso di hashtag specifici, ecc.) o indirettamente (con la partecipazione alle iniziative già in parte esistenti nel calendario del museo o ad altre ideate ad hoc). “La forma del cavallo è l’opposto di quella dell’uomo: è una forma orizzontale, la forma dell’uomo è verticale…Tuttavia questa idea cambia, perché in un certo momento nasce serena e tranquilla ma attraverso gli anni diventa estremamente inquieta ed espressionista…tant’è vero che i miei ultimi elementi dell’uomo a cavallo si riducono a delle forme liberissime…il cavallo e il cavaliere creano una croce precisa e matematica, ma tutto ad un tratto questa croce si distrugge, si sfa, per dar vita a una struttura, a una costruzione più irregolare, più libera.”

Claudia Balocchini, Lorenzo Greppi, Paolo Mazzanti

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