Palazzo Nudo

 

 

 

 

 

Cos’è Palazzo Nudo?

E’ un progetto che nasce da una tesi in estetica fondata sulla ricerca dell’argomento“Piacere”. A seguito di vari studi ho concentrato la mia attenzione sull’Esperienza estetica, l’emozione percettiva che nasce dall’incontro tra opera d’arte e fruitore. Volendo ricreare in maniera diretta l’intimità primordiale del contatto tra oggetto e spettatore, ho pensato che non ci dovevano essere mediazioni, informazioni riguardanti l’opera e l’artista, in modo da lasciare libero giudizio al sentire individuale.  Così nasce Palazzo Nudo che è a tutti gli effetti un nuovo sistema di fruizione delle opere d’arte, con un percorso privo di informazioni, che si risolve nel ritrovamento di esse solo alla fine della mostra. Il sistema è articolato in 5 stanze (numero indicativo che si può adattare allo spazio destinato), all’interno del Palazzo possono venire ospitate opere d’arte di qualsiasi linguaggio. Nelle prime 4 stanze il fruitore esperirà le opere d’arte senza alcun obbligo di percorso, e si troverà davanti ad esse prive di didascalie ed informazioni. L’allestimento verrà pensato per stimolare l’uso dell’immaginazione in modo da portare l’osservatore alla rivelazione del “nascosto” e quindi permettergli di arrivare ad un livello più cosciente della sua percezione personale. L’organizzazione dell’allestimento verrà seguita passo passo dal curatore con l’artista, che si occuperà di rendere la comunicabilità della sua poetica al massimo delle sue potenzialità. La stanza 5 “Stanza delle Informazioni” si troverà alla fine del percorso espositivo, questo sarà il luogo che fa da raccordo al progetto con la call di Playble Museum Award. Rappresenta quindi una sfida ardua trovare un punto di incontro tra un progetto ambizioso come Palazzo Nudo, che si prefigge di eliminare qualsiasi tipologia di intermediario e la richiesta di una nuova visione di esperienza museale fondata sull’utilizzo di tecnologie all’avanguardia.

Cosa può dare un percorso che si “spoglia” dalle informazioni di così attuale?
Sicuramente la scelta di opere d’arte che coinvolgano il pubblico e stimolino la sua curiosità, il linguaggio può spaziare dalle arti visive alla performance, ed essere sostenuto da un allestimento pensato per spingere chi osserva le opere a farsi delle domande sul processo di quello che sta osservando. La creatività che vuole incitare questo nuovo sistema di fruizione risiede dentro di noi, che ci mettiamo in connessione con la nostra parte più nascosta, quella dell’immaginazione e del sensibile, quella che ci porta a dare giudizi che hanno un valore preciso nel nostro vissuto. Il gusto ed il piacere per ciò che osserviamo deriva dalle nostre esperienze di vita, questo ci unisce in un senso comune universale, ma ciò che proviamo di fronte ad un opera d’arte è soggettivo. L’arte è in fondo uno specchio in cui riconoscersi, purtroppo la fruibilità dei nuovi linguaggi contemporanei è stata per lo più occultata da tesi legate al nichilismo ed alle mode della società. Questo ripercussione sicuramente ha un fondo di verità, gli artisti esprimono ciò che vivono, ma non è sempre così, ed è qui che l’apparire diventa più forte di una cosa preziosa come l’arte. Palazzo Nudo come sistema predilige l’arte con la A maiuscola, quella che viene prima dell’artista e che non ha bisogno di surrogati, perché non si deve nascondere dietro ad un nome o ad una spiegazione, è libera di essere quello che è. Questa “liberazione” ha una funzione doppia, riesce anche di riflesso ad accrescere la percezione di chi la osserva, attuando un processo pedagogico interiore di domanda e risposta che viene indotto in maniera del tutto libera. Palazzo Nudo ha l’aspirazione di insegnare a fidarsi del proprio istinto e lavora proprio con l’Arte per realizzare un nuovo cammino verso un futuro migliore.
Arrivati nella “Stanza delle Informazioni” cosa troveremo?
Saremo accolti da una stanza completamente bianca che attraverso dei movimenti si animerà creando contenuti didattici in grado di coinvolgere i fruitori raccontando le opere e l’artista.  Le tecnologie più all’avanguardia come ologrammi, realtà aumentata e QR Code verranno impiegate solo all’interno di quest’ultima stanza, non rappresenteranno quindi dei media attraverso cui esperire le opere d’arte, ma dei mezzi per arricchire l’esperienza del Palazzo attraverso la veicolazione delle informazioni. Sito internet/App di Palazzo Nudo e cataloghi cartacei saranno i mezzi più classici con cui informarsi. Per i bambini ci saranno dei laboratori nella Stanza delle Informazioni creati per giocare con l’arte ed entrare in connessione con essa in maniera divertente.

Il progetto prevede la collaborazione di un gruppo di artisti emergenti che appoggiano il movimento, l’intento è anche quello di far partecipare nomi importanti ad un sistema che supporta l’emozione ed il sentire prima di tutto. Palazzo Nudo è un polo per l’arte che vuole con se la contributo di curatori da tutto il mondo che introducano i loro artisti nel sistema. Il desiderio sarebbe quello di poter collaborare per rendere sempre vivo il circuito, così da creare una grande rete di connessioni attraverso un nuovo modo di riscoprire l’arte. La Stanza delle Informazioni necessita di creativi con tecniche all’avanguardia che possano ideare dei contenuti adatti ad ogni mostra. Concludo questa presentazione citando Oscar Wilde che mi è stato d’ispirazione mentre scrivevo il progetto: “L’unico fine dell’arte è non rivelare l’artista” frase provocatoria quanto illuminante…

Antonia Alfonsina Pansera