NothingLess – Niente Meno

 

 

 

 

 

 

A partire dal concetto di “Lacuna” , tema di indagine di Nicola Gardini all’interno del suo “saggio sul non detto” (Ed. Einaudi 2014), Connettivo Mancante vuole prendere in esame riduzioni, contrazioni, cancellazioni, eliminazioni, abolizioni, soppressioni, scorciature, tagli, crèpe, mancanze di varia natura ed entità presenti all’interno del Museo, nella perfetta convinzione che l’imperfetto sovrabbonda di potenza e dunque di bellezza. A partire da queste si vuole costruire una drammaturgia della Mancanza, fatta di immagini, illuminazioni, atti performativi e parole che suscitino nello spettatore l’effetto opposto, cioè un’idea di pienezza, di bellezza, poiché come cita il titolo del progetto Niente è “Meno”.
Per fare ciò, CM si serve di circa 10 persone tra performer e tecnici ai quali è affidata l’interpretazione di testi di nuova drammaturgia contemporanea, coreografie costruite ad hoc, partiture per cori teatrali, performance di massa o singole azioni intime in spazi definiti, sonorizzazioni di stanze , differenti effetti ottici e video installazioni a tema.
Il tutto con la necessità che il dialogo col luogo di rappresentazione e di fruizione sia serrato e continuo.
Ecco perché il metodo di lavoro del Connettivo è divisibile in 4 parti:
– sopralluogo necessario per la presa visione degli spazi, delle metrature,

sopralluogo necessario per la presa visione degli spazi, delle metrature, dell’illuminazione del posto, della poetica e dello spirito del Museo.
– individuazione all’interno del collettivo degli artisti che più si possono interfacciare con le necessità del luogo e della performance.
– costruzione delle parti in separata sede
– prove sul posto
– allestimento e messa in scena/messa in funzione
Il Collettivo è seguito da operatori foto/video per la ripresa e la possibile diretta di parti del progetto.

CM – ConnettivoMancante