InterARTivity

 

 

 

 

 

 

Il progetto intende creare nuove modalità di connessione tra il museo, lo spazio urbano limitrofo e non, e le persone, specialmente i “non-visitatori”. Questo sarà possibile attraverso una comunicazione interattiva virtuale e “social”, che presterà particolare attenzione alle fasi pre e post visita. “InterARTivity” è una forma di edutainment in grado di rendere memorabile l’esperienza museale e di raggiungere diversi pubblici, soprattutto le nuove generazioni. La figura umana virtuale e lo storytelling sono alla base del progetto. Attorno al personaggio proiettato all’interno del museo si costruirà una storia, alimentata dalla partecipazione del pubblico, il quale ricoprirà al contempo il ruolo di spettatore e di protagonista. Oltre a poter selezionare quali contenuti ascoltare, le persone saranno invitate dall’avatar, sia direttamente nel museo, sia tramite il sito web, a pubblicare foto, disegni e brevi video con l’hashtag di riferimento. Il partecipante dovrà completare alcune missioni, al termine delle quali riceverà dei premi. Inoltre le foto che riceveranno il maggior numero di like saranno periodicamente messe in evidenza sull’account Instragram o sul sito del museo. Oltre al suddetto approccio interattivo, gli avatar supportati da specifici dispositivi forniscono diverse funzionalità: QR CODE, BAR CODE, realtà aumentata, riconoscimento facciale, rilevazione di movimento, registrazione dei dati di affluenza e dei contatti per successive analisi statistiche. L’avatar dunque può essere personalizzato in base alle necessità e alle disponibilità del museo (per maggiori informazioni consultare i materiali aggiuntivi nell’application form).  Per quanto riguarda il caso specifico della call, la figura virtuale riprodotta sarà quella di Marino Marini. L’artista si presenterà all’interlocutore attraverso un intreccio di situazioni reali e fittizie. Marini, intrappolato in una dimensione parallela, può mettersi in contatto con l’esterno soltanto dall’interno del museo. Annoiato di vedere quotidianamente le stesse cose e curioso di sapere come i luoghi da lui visitati e i soggetti delle sue opere siano cambiati nel tempo, invita la persona con cui sta parlando a caricare foto, video e disegni sul sito del museo. Questo è solo un esempio delle storie che potrebbero nascere.

Alessia Simonetti

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