CANTAMI O DIVA

 

 

 

 

 

 

– Alla ricerca delle emozioni
La fruizione delle arti figurative avviene di solito su un piano meramente visivo che, tutt’al più, si avvale del supporto di una guida. Che sia in carne e ossa o in formato audio, la guida riveste una funzione didascalica che accorpa in sé una serie di informazioni (descrizione dell’opera e dell’ambiente storico-culturale in cui essa è stata realizzata, biografia dell’autore, interpretazioni della critica, etc.) tutte utili e preziose per gli astanti, ma sterili sul piano del coinvolgimento emozionale. “Cantami, o Diva” intende infrangere tale barriera ed esplorare, in seno al museo, le diverse opportunità che la dimensione dell’ascolto offre in termini di incanto e fascinazione. Per fare questo, punta sulla parola letteraria. Più specificamente, accompagna (amplifica, estende, allarga, approfondisce) la visione dell’opera d’arte mediante un dispositivo sonoro che eroga versi e brani della letteratura universale, di tutti i tempi e di tutti i luoghi. In sostanza, un jukebox.
– Guardare e ascoltare
Oggetto di indubbio appeal, il jukebox è ciò che meno ci si aspetta di trovare dentro il museo, camminando fra i capolavori della pittura rinascimentale o i busti di età greco-romana, tra le icone dell’arte sacra o i ritratti di papi e re. L’effetto sorpresa che ne deriva non può che ampiamente contribuire all’obiettivo di partenza, ossia trasformare la visita museale in un’esperienza di rilevanza emotiva oltre che culturale, capace pertanto di lasciare il segno. Il juke box che qui si prende in considerazione è quello della moderna versione digitale, che contiene – invece del vecchio vinile – circa 80 cd su cui masterizzare altrettanti file audio di contenuto letterario che i visitatori sono poi chiamati a selezionare a proprio piacimento, mentre guardano le opere.
– Il dialogo tra le lettere e le arti
Luoghi di cultura tutt’altro che statici, i musei rappresentano uno spazio ideale in cui anche il dialogo più ardito diviene possibile. È in questo senso che “Cantami, o Diva” mostra una straordinaria duttilità. Infatti, il progetto prevede che vi sia un continuo ricambio dei contenuti letterari, un rinnovamento che tenga conto del contesto in cui il jukebox viene installato, in modo da garantire sempre armonia tra ciò che si vede e ciò che si ascolta.
P.S. Modello di utilità depositato presso l’Ufficio Brevetti e Marchi di Napoli (Ministero dello Sviluppo Economico).

Anna Petrazzuolo