WEWEREHERE

 

 

 

 

L’esperienza quotidiana ci rende partecipi di luoghi che stanno subendo mutazioni e contaminazioni per rispondere ad una esigenza di spazi che stanno perdendo la connotazione unica che abbiamo ereditato dalla città ottocentesca per assumere un’immagine mutante e fluttuante. Questo è ciò che ci circonda, la contaminazione è quotidiana. L’immagine disarmante dei non-luoghi contemporanei proposta da Augé o la poco rassicurante teoria baumaniana della società liquida impone una riflessione sulla necessità di scardinare l’immagine che ci è stata tramandata di luoghi che riescono ad autoaffermarsi nella loro vocazione dettata dalla società per passare ad un concetto postmoderno di luoghi emergenti che riescono ad affermarsi attraverso l’individuo che li fruisce. E così il museo. Il luogo museale oggi ha necessità storica di uscire dalla crisalide che lo rende immobile ed intoccabile. E ha bisogno di strumenti nuovi per affermare il flusso di emozioni alle quali è legato e che è diventato per ognuno di noi sempre più liquido ed inafferrabile. Il progetto WEWHEREHERE si propone di affermare il luogo museale non più come un luogo statico la cui identità è data sistematicamente dalla sua funzione di contenitore ma uno spazio dinamico la cui identità è determinata dal flusso delle cose che vi accadono e lo contaminano connettendolo alla vita quotidiana contemporanea. L’obiettivo è mutare il luogo museale da spazio statico puntuale a spazio dinamico lineare, rendendolo il fulcro di un percorso che lo connette ad una realtà urbana e culturale più ampia. Tale percorso, nell’ottica di uno spazio fluido fluttuante tra l’analogico e il digitale può considerarsi una linea che dall’infinito esterno intercetta il museo e si estende all’infinito esterno. Tema principale del progetto è lo sviluppo di un percorso di visita che crei nuove modalità di connessione tra i visitatori ed il museo comprendendo come facenti parte del percorso stesso le fasi di pre e post visita, che estenda il percorso di visita al di fuori dei limiti fisici del museo stesso e lo renda l’argomento di un’esperienza coinvolgente da ripetere, ricordare, condividere, arricchire divertendosi: WEWEREHERE, NOI SIAMO STATI QUI.
Il tema del percorso è declinato attraverso una narrazione che racconta emozioni creando la suggestione di un nuovo modo di concepire l’evento nell’intento di richiamare valori identitari, coinvolgendo e non convincendo, attivando un pensiero laterale e connessioni con il proprio vissuto. Gli strumenti e metodi scelti hanno l’obiettivo di comunicare attraverso un linguaggio contemporaneo lo svolgersi di questo racconto emozionale: l’arte contemporanea non esiste in un vuoto pneumatico; esiste in un contesto sociale, politico, economico e culturale che la influenza e a cui risponde. La scelta d’uso di strumenti digitali come linguaggio primario ci lega ad una attualità di fruizione inevitabile e ricca di risorse, tale linguaggio viene però contaminato da strumenti ripescati da un passato prossimo più vicino ai tardivi digitali, attraverso un racconto presente che ancora è legato ad un passato prossimo ma è teso verso il futuro.  Qrcode e cartoline postali, una lettera e contenuti interattivi, una mappa cartacea e un album digitale dove ricordare la propria visita museale, il racconto di un viaggio guidano il visitatore step by step alla scoperta di un’esperienza emozionale.

1. combinare tecnologia e creatività per sorprendere il visitatore: scardinare l’immagine passiva della visita museale collocando oggetti tecnologici di uso quotidiano con l’intento di creare una sorprendente esperienza partecipativa, contaminare il museo con esperienze digitali.
2. stimolare nuove connessioni, fisiche e/o digitali, tra il museo e lo spazio urbano in cui è collocato: affermare la connessione del museo ad una realtà urbana e culturale più ampia, dove il luogo museale non risulta fine a sé stesso ma un luogo di incontro, la tappa di un percorso più ampio.
3. favorire il dialogo tra individui, soprattutto connettendo i non connessi: ricordare che le relazioni tra le persone sono basate sulle emozioni, il fine è questo, gli strumenti per raggiungerlo possono essere diversi e non necessariamente digitali.
4. trasformare il museo in un luogo che superi la conservazione, un hub di produzione culturale e artistica: stimolare lo scambio dell’esperienza, la contaminazione, l’incontro esterno/interno.
5. immaginare forme di personalizzazione della visita in relazione alle differenti necessità di ogni visitatore: chiamare i visitatori ad interagire e sentirsi partecipi delle dinamiche del museo. Interagendo con i contenuti proposti, si viene a percepire così il percorso museale e le opere esposte in modo non estraneo ma partecipativo.
6. creare nuove modalità di connessione tra i visitatori ed il museo con particolare riguardo alle fasi pre e post visita: mutare il luogo museale da spazio statico puntuale a spazio dinamico lineare. Esso diventa il fulcro di un percorso che lo connette ad una realtà urbana e culturale più ampia. Tale percorso, nell’ottica di uno spazio fluido fluttuante tra l’analogico e il digitale può considerarsi una retta che dall’infinito esterno intercetta il museo e si estende all’infinito esterno.
7. rendere gli spazi vivi, gioiosi e luoghi portatori di felicità: connettere il museo con le esperienze quotidiane, raccontare EMOZIONI creando la suggestione di un nuovo modo di concepire l’evento richiamando valori identitari, coinvolgendo e non convincendo. Attivare un pensiero laterale e connessioni con il proprio vissuto. Divertendosi.
8. avviare un dialogo tra le opere ed i visitatori: creare un racconto i cui protagonisti sono le opere, l’artista, i visitatori stessi.
9. coinvolgere le nuove generazioni (Gen Y e Z) attraverso i loro linguaggi: usare la tecnologia digitale come strumento di linguaggio contemporaneo.
10. contaminare i linguaggi narrativi ed artistici per raccontare il museo: usare l’esperienza emozionale come narrazione dei contenuti artistici.

Il progetto presentato vale per il concetto di Museo inteso nella sua accezione più ampia. La struttura portante di esso è lo sviluppo di un percorso di visita che crei nuove modalità di connessione tra i visitatori ed il museo comprendendo come facenti parte del percorso stesso le fasi di pre e post visita, che estenda il percorso di visita al di fuori dei limiti fisici del museo stesso. Il tema del percorso è declinato attraverso una narrazione che racconta emozioni creando la suggestione di un nuovo modo di concepire l’evento nell’intento di richiamare valori identitari, coinvolgendo e non convincendo, attivando un pensiero laterale e connessioni con il proprio vissuto. Divertendosi.
Il progetto può essere declinato su tutte le tipologie di Museo, adattando lo storytelling che accompagna il visitatore al carattere di ogni Museo.

sarah fontana

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