Una notte al museo

 

 

 

 

 

Da cosa nasce “una notte al museo”?  L’idea principale nasce dalla volontà di rendere indimenticabie l’esperienza in museo. Si è cercato di allontanarsi dall’idea di visita nella sua accezione più comune e di proseguire piuttosto un’idea di percorso coinvolgente. Fuoco del progetto non saranno solo le collezioni presenti all’interno delle sale o il percorso allestitivo pensato dal curatore. Fulcro del progetto sarà l’esperienza.  In cosa consiste “una notte al museo”? Se la novità degli ultimi tempi è quella di creare applicazioni e videogames scaricabili sul proprio smartphone che non necessariamente implicano la visita al museo, con “una notte al museo” sarà invece fondamentale entrarci perchè solo all’interno del museo sarà possibile fare esperienza del percorso ideato. L’idea è quella di strutturare un percorso in realtà aumentata visibile solo indossando degli appositi visori. Durante la visita si potranno trovare piccoli e grandi ostacoli da superare, enigmi da risolvere e personaggi storici/opere/sculture/installazioni presenti nel museo che prenderanno vita rendendo possibile l’interazione diretta tra il fruitore e il museo. La visità sarà possibile per un massimo di otto-dieci partecipanti alla volta così da evitare qualsiasi lesione alle sale del museo (e anche per ridurre i costi). Sarà prevista oltre l’orario di chiusura così da non intralciare la visita diurna e per dare una nuova vita agli spazi museali.
Come portare “una notte al museo” fuori dal museo? Per raggiungere più persone possibile si è pensato di riprendere l’esperienza del gruppo attraverso le videocamere di sorveglianza del museo e quelle dei dispositivi interni al visore rendendo così possibile la condivisione sui social e raggiungere, attraverso chi ha già provato il percorso, più pubblico possibile. Perchè scegliere “una notte al museo”? L’innovazione della realtà aumentata applicata alla visita al museo per l’intero percorso. La novità di entrare davvero all’interno del videogioco in prima persona. La qualità dell’esperienza in piccoli gruppi. La possibilità di un dialogo reale col museo stesso che esce dall’idea di “contenitore”. Il biglietto per “una notte al museo” ha lo stesso costo della visita alla collezione.

Gabos/Ruperti

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