rem_project

 

 

 

R. E. M. significa Rapid Eye Movement e indica il movimento rapido degli occhi che avviene durante una precisa fase notturna, quella del “sonno paradosso”, l’unica in cui si verificano i sogni.  “rem_project” nasce dall’idea che il museo contemporaneo si sia addormentato. Per tornare ad essere stimolo per il visitatore e punto di riferimento per il suo territorio, deve ritrovare la sua capacità di far sognare.  Il progetto si articola in due momenti differenti. rem_index è l’indice che si propone musa ispiratrice per il nuovo museo: quattro criteri per valutare quanto un museo sia efficiente sul piano interno dell’offerta museale in sé, e quattro parametri per delineare quanto sia innovativo nel coinvolgere il suo pubblico nel pre e nel post mostra. Uno strumento di lungo periodo per prender coscienza dei punti di forza e fare investimenti oculati sui canali di debolezza. rem_place è invece il mezzo pratico che si offre al museo per rinnovarsi nell’immediato, cercando di risvegliare l’ambiente sopito e ormai obsoleto del bookshop. Per adempiere al suo ruolo culturale, il museo deve infatti saper offrire un’area in cui il protagonista è il visitatore stesso: uno spazio di gioco che sfrutti mezzi digitali (thinkerbox) e artigianali (makerbox) per permettere al pubblico di lasciar traccia del proprio passaggio e di appropriarsi dei contenuti delle mostre trasformando il merchandising in ricordo. Il rem_place produce cultura, perché permette allo spettatore di tradurre la sua visita in un “rapid eye museum”, un ricordo materiale prodotto da un’esperienza di immaginazione non dissimile da quanto accade nella fase del sogno.

Luca Cubeddu & Simona Cirelli

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