Museum play and find emoticon

 

 

 

Museum play and find emoticon

 

Il progetto consiste nel creare personaggi, figure, colorare, divertirsi, interagire con opere e lasciare il segno all’interno di una città, di un paese, di una nazione. Parte dal concetto di avere un pannello, vetro, che all’avvicinarsi dello spettatore dell’opera, disegno o scultura, si illumini. sul pannello vi è presente una vera e propria tavolozza di colore, e partendo dalle sagome dell’opera riflessa, uno possa crea, colorare, modellare, aggiungere tutto quello che vuole a suo piacimento. una volta creata l’opera di ogni spettatore, questa può essere salvata su qualsiasi device e diventare un oggetto da esportare fuori dal museo sotto forma di modello creato. può essere lasciato virtualmente in ogni punto della città ( in questo caso di Firenze) e coloro che vogliono posso trovarla e ritornare al punto di creazione dell’opera stessa per farne altre forme o altri colori. l’applicazione compatibile con tutti i devices può essere trasformata in emoticon e spedita a tutti ed essere utilizzata su tutti i programmi di chat privati per essere divulgata. ognuno diventa creatore di una emoticon e può a sua volta modificarla. il museo diventa un oggetto spendibile e di marketing fortemente incentrato nel progetto di riqualificazione del museo stesso. non rimane più qualcosa che tiene il visitatore come personaggio passivo, ma permette un forte interazione. oggi l’interazione è solo a scopo di presentazione dell’opera, ma il progetto implica una forte spendibilità dell’opera stessa senza che questa diventi solo un rappresentazione teatrale dove noi visitatori partecipiamo e non produciamo nulla, lasciandoci comun. Ognuno di noi ha una parte artistica, ma la tratteniamo perché difronte a tali opere ci sentiamo meri spettatori che non possono creare. tale idea, in un mondo social, twitter etcc ci permette di creare, divulgare, estrarre, emotionc per diffondere e non trattenersi. uno degli esempi furono le famose cow parade che se uno immaginasse, la possibilità di poterle colorare per ognuno di noi, ci sarebbe state miliardi di variabili. su queste variabili lavoro per il progresso e la conoscenza delle opere nel mondo, nel città nella quale sono nato e far conoscere, diffondere utilizzando i vari modi e mezzi di comunicazioni interattivi. gli emoticon sono la rappresentazione più semplice, immaginiamo chat con emoticon museali, per esprimere dolore, gioia, la guerra delle nuove emoticon, la curiosità delle persone, dei protagonisti, dei giovani. le persone hanno bisogno di stimoli, ma questi vengono avvengono se si ha la capacità di calarsi in un mondo parallelo virtuale, se si ha la capacità di distinguere l’interazione e l’innovazione dell’opere. uscire dagli schemi è sapere anche vedere la realtà, e qualsiasi altro progetto futuristico rimane come tale. l’arte deve generare arte, come per l’energia, non ci deve essere dispersione, ma consapevolezza ed eternità dell’opera stessa creata dall’artista. tiriamo fuori in noi l’artista che c’è e diventiamo tutti artisti di emoticon. Ringrazio per la possibilità di partecipare a questo concorso, agli stimoli, a tutte le persone in particolare Veronica che mia creato i disegni che metto in allegato, e tutti quelli che mi che mi hanno aiutato e sostenuto. Avrei preferito esporre la mia ideaa verbalmente, ma per qualsiasi domanda sono a Vostra completa disposizione.

Giacco Aurigi

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