Museo piazza itinerante

 

 

Museo temporaneo per la riappropriazione della meraviglia e della cultura nell’abitante della periferia

Il destinatario di questo progetto è l’abitante della periferia, cittadino privo di città, che popola vaste aree fuori dai centri urbani, caratterizzate da “quartieri dormitorio”, scarsa qualità di servizi, mancanza o estrema scarsezza di luoghi di cultura e degrado psico-socio-antropologico nel quale agiscono come attrattori del tempo libero luoghi deputati ad attività commerciali o ad uno svago non edificante, vacuo e fine a se stesso. Il Museo-piazza itinerante intende irrompere nel torpore di tale scenario di degrado, attivando sul territorio un progetto culturale coinvolgente. Esso vuole innestarsi all’interno di fenomeni che si verificano in maniera persistente sul territorio, poiché di antica origine e radicati nelle tradizioni popolari, in modo da sfruttare la familiarità e il posto di rispetto che essi occupano nell’immaginario del nostro destinatario. In particolare ci riferiamo alle “macchine da festa” dal riconosciuto valore storico e artistico e ad altri tipi di fenomeno come l’arrivo del circo che riescono ad attirare su di sé l’attenzione e a destare meraviglia. Il Museo-piazza è caratterizzato da architetture provvisorie in grado di inserirsi sul territorio in spazi residuali e interstiziali come piazzali vuoti, che connoterà con la sua presenza dando loro la dignità e il ruolo di piazza e il valore antico dell’agorà. Può funzionare con programmi indipendenti oppure come satelliti dei musei cittadini. Avrà una forma architettonica attraente, capace di essere modificata ad ogni montaggio/apparizione, eco-sostenibile e facile da montare. Per conservare viva su di sé l’attenzione dell’abitante della periferia dovrà “apparire” e “sparire” in luoghi diversi secondo un calendario segreto di eventi (progetto di comunicazione). Al suo interno si svolgeranno attività culturali fortemente coinvolgenti improntate a stimolare i sensi e la curiosità del visitatore, al punto da invogliarlo ad aspettare la prossima “apparizione/tappa”.

MaCrì (arch. Marco Borrelli e Cristina Senatore)