MakeConnections

 

 

 

 

 

Si tratta della realizzazione di una mediazione culturale attivata attraverso l’ausilio di una panchina posta al di fuori del museo, che permetta ai passanti e ai visitatori – reali o potenziali – di interagire con il meccanismo del museo, solitamente progettato a senso unico. In questo caso il visitatore reale sarà incentivato a raccontare la propria esperienza (che sarà registrata e poi trasmessa), cosa ha amato e cosa lo ha incuriosito, dove si è soffermato maggiormente e cosa avrebbe voluto trovare di diverso all’interno del percorso; la libertà del messaggio da esprimere porta all’ascolto di messaggi e opinioni differenti, perché ogni visitatore percepisce in maniera unica opere, spazi e percorso di visita. Gli ascoltatori del messaggio saranno i passanti, che trovandosi casualmente o volutamente nei pressi dell’ingresso, dove sarà posta la panchina collegata alle casse, saranno stimolati ad entrare; inoltre, l’ascolto delle differenti esperienze sarà uno stimolo alla produzione di cultura diffusa. L’ascolto sarà il fulcro del lavoro, una mediazione attuata tramite una panchina, utilizzata come veicolo di trasmissione di storie, parole e racconti, di diverso tipo e genere, sul museo. A ripetizione saranno raccontate da una voce narrante storie su un particolare aneddoto riguardante il museo, l’architettura che lo ospita, uno degli artisti in mostra o un’opera d’arte in particolare. Perché la curiosità sta alla base della conoscenza, e sapere e immaginare cosa si potrebbe trovare dentro ad un museo e lo stimolo a conoscere ed indagare altri aneddoti interessanti possono essere delle buone ragioni per incentivare le visite. Questo progetto di interdisciplinarietà diventa un modo per rimanere ammaliati da una voce e da opinioni personali e mai uguali a loro stesse, ma è anche un modo per tramutare se stessi nella voce narrante, che condivide idee e opinioni sulla visita effettuata, ribaltando lo standard canonico del visitatore passivo e coinvolgendo pienamente quest’ultimo nel processo dell’azione, costruendo e modificando la visita, le storie, l’allestimento, anche in base ai feedback ricevuti.

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