genius loci

 

 

 

 

 

Grazie a un accurato utilizzo scientifico e storico dei media classici, come la stampa, il disegno, la fotografia, l’animazione o il cinema, ivi compresi i materiali d’archivio, e attraverso lo sfruttamento sensato delle nuove tecnologie, possiamo partecipare a eventi e situazioni sia attuali che passati, e stabilire una osservazione privilegiata dell’invisibile. In una sorta di esperienza aumentata che sfrutta l’evoluzione e il senso dei media si possono rendere visibili presenze del passato, esplorare fatti, partecipare in prima persona agli accadimenti di ieri, del passato o di domani, in particolare i più curiosi, in una condizione di esplorazione. Ponendo il visitatore in una situazione di libera scelta si possono rendere accessibili materie e argomenti apparentemente slegati tra loro , rivivere eventi storici essendoci immersi “fisicamente”, ricreare ambienti distrutti, ricostruire intuizioni storiche e verificarle, scoprire nuove aree di interesse e creare, a seconda dei propri paradigmi e passioni personali, la fruizione su misura e un proprio percorso da condividere con gli altri. La piattaforma é un modo per interagire con l’irreale, il materiale, l’attuale e lo storico sia all’interno di un edifico che nel paesaggio, all’esterno di una situazione museale / espositiva. Il dispositivo prevede anche una parte estremamente ludica, una collezione di tracce, che stimola sia la creazione di una propria versione personale dell’esperienza, che l’accorpamento di esperienze altrui da condividere ulteriormente per approfondire argomenti, creare dialoghi inusuali e partecipazione trasversale. La dove ogni visitatore ha una propria versione dell’esperienza da condividere si possono creare sistemi di interazione sia con gli edifici che con gli altri visitatori stratificando le informazioni nel dispositivo, in una sorta di archivio parlante.

Simona Amelotti / MetacritikOpera

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