Fai come se fossi a casa tua

 

 

 

 

Fai come se fossi a casa tua

Il concetto a cui fa riferimento il mio progetto è l’abitare. Sin dai tempi più antichi, l’uomo ha sentito l’esigenza di occupare uno spazio ben delineato, e per far questo, una delle prime azioni fu quella di creare un cerchio di pietre che da li a poco sarebbe divenuto suo. Il termine abitare, che significa aver consuetudine in un luogo, nel tempo ci ha portato al concepimento di numerose strutture sempre più complesse, questo di conseguenza, ha portato alla nascita della città: l’organismo per l’integrazione e la coabitazione. L’intento è quello di costruire lo scheletro delle architetture con delle assi, e successivamente, evidenziarlo con l’utilizzo di strisce in led bianche. Varcando dunque i confini di queste pareti invisibili, la gente creerà delle relazioni interpersonali, con- dividendo e arredando lo spazio in cui si trova, con oggetti di uso comune e non. Arredare significa partecipare allo spazio vissuto, mettendo in relazione oggetti che fanno parte del nostro quotidiano e della nostra cultura. Questo sarà possibile farlo attraverso dei tablet che conterranno i più svariati oggetti che le persone potranno scegliere, attraverso un semplice click. Dunque, la contaminazione di diverse culture, poterà al continuo rinnovamento dello spazio in questione, come vuole quella che oggi è una società multirazziale e ipertecnologica. Al contempo, alcune pareti del museo verranno tappezzate da centinaia di post-it dai colori sgargianti, alcuni con parole chiave sul concetto di abitare e interazione, altri pronti a dar voce al pensiero del pubblico, che andrà a scrivere delle parole e a comporre delle frasi del tutto personali.
Il progetto è stato pensato per accrescere la curiosità di adulti e bambini, per mettere a suo agio il fruitore in un ambiente che per sua natura ha un’ ordine e una rigidità nell’impostazione generale e per avvicinare ancor di più il pubblico al concetto di arte.

leonardo cannistrà