#parlaconme

 

 

 

 

#parlaconme

Il progetto si propone di coinvolgere il visitatore nella relazione con l’opera d’arte, intesa come “portatrice” di storie.
Il percorso del “giocatore” viene scandito da “interventi” dell’opera che reagisce al suo passaggio parlando con lui e facendosi portavoce di storie di donne e uomini del passato e del nostro tempo.  Nelle postazioni ad audio direzionato (cupole sonore) si potranno ascoltare le testimonianze in due versioni (italiano e inglese). I contenuti saranno anche fruibili su tablet come video guida per i visitatori Sordi in Lingua dei Segni. 
Lo spettatore potrà a sua volta condividere il proprio pensiero con una delle opere presenti e scegliere di leggerne uno lasciato da un visitatore precedente.
Prevediamo per questo una “wish box” all’interno della quale chiunque potrà lasciare un messaggio scritto ed accedere ai testi condivisi fino a quel momento. L’aspetto ludico è rappresentato dallo scoprirsi, dal mettersi in gioco, dalla partecipazione condivisa. Un contest selezionerà i migliori contributi che potranno diventare le testimonianze nelle postazioni audio. L’elemento rilevante è l’osservazione attiva dell’arte, il Museo come spazio di compartecipazione e relazione tra i vari visitatori. Un circuito chiuso di videoregistrazione riprenderà gli sguardi dei visitatori. Gli occhi ripresi verranno poi proiettati su una delle opere esposte che diventerà quindi “opera osservatrice”. Attribuire uno sguardo all’opera d’arte vuol dire non solo dotarla di un’anima diversa di volta in volta, ma anche conferirle quell’aspetto di “umanità” e di relazione che abbiamo scelto come concetto centrale del progetto.  Infine il video di Visual Vernacular “Storia di una creazione” interpretato da un attore sordo, rappresenterà la nascita di un’opera d’arte attraverso questa innovativa forma artistica che integra espressività e movimenti del corpo con tecniche cinematografiche, rendendo i contenuti accessibili a udenti e sordi, italiani e stranieri.

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