Catch Italy

 

 

 

Il progetto nasce da una ricerca storica che ha consentito di comprendere la logica secondo cui possono essere messi in rete tutti i più importanti musei italiani. La logica è quella della loro ontogenesi. E’ possibile ricostruire la storia dei musei italiani in modo unitario, se si decide di leggerla non come storia degli stili artistici ma delle committenze e delle relazioni tra committenze.  Le più importanti opere d’arte italiane sono quasi tutte il prodotto delle committenze dei diversi membri di poche famiglie aristocratiche. I Medici furono committenti quando della costruzione quando della ristrutturazione di: a Firenze, Palazzo Medici-Ricciardi, Palazzo Vecchio, Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti, Basilica di San Lorenzo e, a Roma, Palazzo Madama, Villa Madama, Villa Medici. I Farnese, proprio dai Medici fatti ricchi e legati ad essi da un forte rapporto di amicizia, furono i committenti quando della costruzione quando della ristrutturazione di: Cappella Sistina (il cui committente fu Paolo III Farnese), Palazzo Farnese, Orti Farnesiani sui Fori Imperiali, Palazzo Farnese di Caprarola, Palazzo Ducale di Piacenza, Palazzo Ducale di Parma, Reggia di Colorno. Carlo di Borbone di Napoli, in quanto erede di ambedue le famiglie – oltre a essere erede diretto di Elisabetta Farnese, ebbe in eredità anche i beni allodiali dei Medici -, fu il committente di: Scavi di Pompei, Ercolano e Stabia, Regge di Portici, Capodimonte, Persano e Caserta, istituzione dell’Herculanense Museum, ristrutturazione del Palazzo Reale, ricostruzione della Arazzeria Medicea a Napoli (dopo la chiusura decisa dai Lorena), Real Fabbrica di Capodimonte, valorizzazione dei Templi di Paestum. Il presente è un mero elenco esemplificativo.
La rete dei più importanti musei italiani può basarsi, quindi, sulla loro comune ontogenesi. Tale approccio ha le potenzialità per essere esteso anche agli altri musei italiani. Ogni museo nasce con un preciso intento conservativo non solo di beni che hanno valore “estetico” ma anche di beni che hanno valore “storico”. Sfruttando la rete degli eventi della storia è possibile mettere in rete tutti i musei italiani, mediante un prodotto digitale pensato ad hoc. E’ su questa idea che si basa il mio progetto.
Si ritiene che ci sarebbero anche tutti i presupporti per valutare se l’applicazione di tale approccio ontogenetico possa estendersi sino al considerare i musei non solo come “luoghi della memoria” ma anche come luoghi dove “si costruisce la storia”. Si pensa, in tal senso, al Modello di innovazione regionale della Quintupla Elica, elaborato a partire dagli studi del professore della Stanford University Henry Etzkowiz. Secondo tale modello, la giusta evoluzione della società è garantita dalla sussistenza di rapporti elicoidali tra Pubblica Amministrazione, Università, Imprese, Cittadini e Ambiente. I musei hanno tutte le caratteristiche per essere i luoghi fisici dove, nel rispetto dell’originaria vocazione del museo e della conseguente filiera economica e territoriale di riferimento, si possano incontrare le suddette entità. Tale approccio sarebbe perfettamente scalabile in dipendenza delle caratteristiche, di contenuti e territoriali, di ciascun museo.
Il presente progetto costituisce opera derivata del libro, di cui la sottoscritta è autrice e in corso di pubblicazione con l’editore “Stamperia del Valentino”, dal titolo provvisorio “Napoli, Firenze, Roma. Un unico intreccio”. Di esso, la scrivente ha conservato i diritti secondari per prodotti digitali.

Alessia De Santis