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Nel libro “Come un Romanzo” di Daniel Pennac vengono enunciati i dieci diritti fondamentali del lettore che possono essere mutuati in chiame museologica come “decalogo del visitatore”.  L’esperienza del visitatore di un museo è come l’approccio alla lettura “L’uomo vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. Non gli offre alcuna spiegazione definitiva sul suo destino ma intreccia una fitta rete di connivenze tra la vita e lui”.
Perchè la connivenza uomo-museo sia personale ed insostituibile ci siamo affidati alle ultime tecnologie in fatto di audience engagement e di fruizione degli spazi.  In ogni museo dove il “coefficiente di avversità” è insito negli oggetti che compongono la collezione museale, nelle tecniche di museografia utilizzate e nelle tecnologie di fruizione adottate, fondamentale è veicolare l’esperienza con la coerenza dei contenuti artistici e del sentimento che viviamo in quel determinato momento. Con un team interno ad OpenART Project abbiamo ideato un’applicazione che, grazie alla raccolta dei dati forniti dall’interazione con la stessa, permetterà di creare un’esperienza personalizzata cucita addosso ad ogni visitatore. L’applicazione, grazie all’intreccio di tempo permanenza, lettura delle espressioni facciali e attività interattive e cognitive per ogni singola opera offrirà al visitatore un percorso migliore per le sue esigenze in quel determinato momento.
Si sviluppa così l’dea della relatività dell’esperienza museale vissuta nella relazione tra singola collezione e visitatore.

associazione Open Art Project: Lorenzo Belli, Andrea Vecchio, Federico Salvatori

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