Pas de deux. Marino Marini Igor Stravinskij

Si intitola Pas de deux. Marino Marini Igor Stravinskij la mostra che il Museo Marino Marini di Firenze ha ospitato dall’11 marzo al 30 maggio: cinquanta opere, molte delle quali mai esposte in precedenza, per ripercorrere l’amicizia e il legame tra due delle personalità artistiche più influenti del Novecento, Marino Marini e Igor Stravinskij.

Con la curatela di Luca Scarlini, scrittore, drammaturgo, performer e voce nota di Radio Tre, l’esposizione documenta le tappe (alcune delle quali inedite) di questo straordinario sodalizio, iniziato nel 1948 presso la galleria d’arte newyorchese Curt Valentine, e proseguito con successivi e costanti incontri illustrati in alcune tra le opere più straordinarie di Marini: dalle acqueforti della serie “Marino to Stravinskij” alle litografie “Personnages du sacre du printemps”, fino all’unica, magnifica scenografia mai realizzata dall’artista, quella per “La sagra della primavera” dello stesso Stravinskij, rappresentata alla Scala di Milano l’8 dicembre 1972. Marino Marini aveva rifiutato molte volte di lavorare per il teatro, ed è solo il profondo affetto per l’amico morto l’anno prima (Stravinskij era scomparso a New York il 6 aprile 1971) a persuaderlo. Ne risultano opere straordinarie, che contribuirono a rendere il balletto, diretto da Bruno Maderna con coreografie di John Taras e protagonista l’étoile Natalia Makarova, da poco transfuga in occidente, un netto successo. “Gli incontri tra artisti di diverse discipline generano eredità ricche – spiega Scarlini, collaboratore di numerose istituzioni teatrali italiane e europee (tra cui il National Theatre di Londra) che ha lavorato in varie occasioni su temi di storia della scenografia – Il Novecento è stata epoca di grandi incontri: il lavoro di artisti notissimi con compositori illustri nasceva in base ad affinità elettive. Il ballo per Marino era stato una seduzione importante fin dalla giovinezza, come dimostrano la nutrita sequenza delle danzatrici, di grandi e piccole dimensioni, e i numerosi lavori pittorici e di incisione. “Pas de deux: Marino Marini Igor Stravinskij” narra, attraverso opere inedite o poco viste, la storia di una amicizia che è anche sincera condivisione di un sentimento dell’arte come evocazione di antichi ritmi vitali, che il secolo scorso aveva riscoperto dopo un lungo oblio”.

Al primo piano del Museo, sono esposti dipinti dedicati ad attori, danzatori e giocolieri, oltre ad incisioni originali a tema teatrale: le acqueforti e le litografie realizzate tra il 1972 e il 1974 in ricordo dell’amico scomparso nel 1971, il ritratto in bronzo di Stravinskij, che il compositore definì “straordinariamente bello”, e una serie di affascinanti materiali – tra biglietti e scambi epistolari – che documentano la stima e l’affinità artistica tra i due. Andati malauguratamente dispersi dopo il debutto dello spettacolo, i fondali dipinti da Marini per il balletto di Stravinskij sono proiettati in formato digitale, e uno di essi è riprodotto su tela. L’allestimento è a cura di Marisa Coppiano.

 

Progetto realizzato e sostenuto con il contributo di Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo. Si ringraziano la Fondazione Marino Marini di Pistoia e il Teatro alla Scala per i prestiti.

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