Lumen, fotografie di Clara Melchiorre

La mostra

Il progetto, ideato appositamente per il museo Marino Marini, nasce dalla volontà di creare un dialogo tra le opere dell’artista, l’architettura che le accoglie, il corpo umano, la luce e l’ombra con il fine di indagare e interpretare la relazione che sussiste tra i suddetti elementi.

Prima fonte d’ispirazione è stata la riflessione formale sull’opera dello scultore e sulla fenomenologia della creazione, il rapporto con le correnti artistiche che più lo hanno influenzato e l’indagine uomo-natura che ha caratterizzato tutto il suo percorso.

La centralità della figura umana per Marino Marini ha ispirato la scelta di inserire un corpo femminile all’interno del museo con lo scopo di renderlo tramite portatore della poetica dell’artista stesso attraverso un percorso di analisi sull’evoluzione della sua opera: le forme, prima armoniche e simbiotiche, si fanno drammatiche, violente e cariche di tensione per poi giungere alla deformazione e infine fondersi in un volume unico.

Alla Cappella Rucellai è stato dedicato un discorso a parte: un tessuto in volo assume la forma di una nuvola, prima bianca in ascesa poi scura e pesante in caduta verso il suolo, si dissolve come scacciata dalla bellezza dell’opera di Leon Battista Alberti. La scelta di utilizzare un tessuto è legata alla storia della famiglia Rucellai che accrebbe la fama della sua casata proprio al commercio di prodotti lanieri.

Le 24 stampe fotografiche in grande formato sono suddivise in due blocchi legati dal fil rouge della luce naturale, protagonista assoluta del progetto nonché elemento imprescindibile per la creazione dell’immagine: ne è stato seguito il movimento all’interno dello spazio osservandone l’interazione con la materia. L’incontro tra luce e materia genera infinite possibilità: la prima plasma, la seconda ne viene definita in un rapporto di costante evoluzione. Questo vale per lo spazio così come per il corpo e le opere che in tal modo vengono legati da una grammatica espressiva comune portando chi osserva ad una lettura trasversale dove gli elementi convivono in un rapporto armonico e più intimo grazie anche alla sottrazione del colore.

L’artista

Fotografa italiana nata a Bari nel 1992. Terminati gli studi classici si trasferisce a Milano dove, nel 2014, si diploma in fotografia presso l’Istituto Europeo di Design. Seguono quattro anni di pratica come assistente nell’archivio di Maria Mulas per cui svolge attività di archivista e curatrice. Nel 2017 comincia la sua ricerca volta a indagare la relazione tra corpo e spazio con particolare riguardo per l’architettura. I suoi lavori sono stati selezionati ed esposti nelle edizioni 2020 e 2021 del Photo Vogue Festival. Dal 2019 svolge anche attività di docenza nell’ambito di ricerca e metodologia progettuale. Attualmente vive e lavora a Milano.

La mostra rientra nel programma Metaluce ideato da Mario Nanni, Visiting Director del Museo Marino Marini per l’anno 2021. Inaugurazione mercoledì 21 luglio alle 18.30 alla presenza dell’artista e del Visiting Director.

La mostra apre al pubblico sabato 24 luglio alle 14 e sarà visitabile fino al 18 ottobre 2021, l’ingresso è compreso nel biglietto del Museo Marino Marini. Per maggiori informazioni su costi e orari clicca qui.

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