PITTURE

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come è noto, nell’esperienza formale e tecnica di marino marini vi fu prima la stagione della pittura e solo dopo il trasferimento in lombardia la plastica prese il sopravvento e gli creò fama universale. in una piccola sala sulla destra rispetto all’entrata del museo sono raccolte le suggestive opere dell’attività giovanile, relative agli anni della formazione in toscana. si tratta di tavolette di piccolo formato, olio su compensato e quindi, purtroppo di estrema fragilità, che documentano la sua adolescenziale disponibilità alla suggestioni di incantesimi primitiveggianti – piero della francesca e masaccio come mentori austeri di freschezza e sobrietà – ma anche l’avida curiosità nei confronti delle novità di fine ottocento, secondo referenze tutt’altro che locali o provinciali. nonostante la scelta successiva dell’artista sia in funzione prevalentemente scultorea, le esperienze pittoriche continueranno a costeggiare con ispirazione e successo l’attività di marino marini. la sua pittura racconta, con la chiarezza morale e la meravigliosa verità descrittiva di un genio, la grande avventura esistenziale dell’uomo. grafica, pittura, scultura e ritrattistica vivono nell’arte di marini in perfetta armonia ma anche in dinamica simbiosi e pulsione. i colori, la sua ricchissima e magica tavolozza, sono completamente inventati; colori nati soltanto dalla fantasia di marino e forse mai esistiti prima, scaturiti da contatti per affinità e contrasti per opposizione.