CAPPELLA RUCELLAI

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dopo la metà del quattrocento, per iniziativa di giovanni di paolo rucellai, esponente eminente di quella famiglia che aveva il patronato sulla cappella maggiore della chiesa, vedrà la luce, in una cappella laterale di san pancrazio – la prima sul lato verso occidente – una delle “meraviglie” del rinascimento fiorentino, il sacello del santo sepolcro, gioiello dell’architettura albertiana. pur non esistendo documenti o testimonianze che ricolleghino il prezioso scrigno marmoreo, riproduzione ideale del sepolcro di cristo a gerusalemme, all’ideazione del grande teorico umanista, è tale l’impronta inconfondibile del suo linguaggio che non è più messa in dubbio la paternità del progetto. il sacello del sepolcro venne collocato nella prima cappella a sinistra della chiesa, preesistente ma rimaneggiata dall’alberti, collegato con il vano principale attraverso un elegante triforio formato da due agili colonne corinzie sormontate da una trabeazione del fregio strigilato. in seguito alla sconsacrazione della complesso religioso, avvenuto nel 1808, la cappella fu rivendicata in proprietà dai rucellai; fu quindi ordinata la chiusura del vano di collegamento con l’edificio principale e l’apertura di un ingresso autonomo su via della spada.