ALLESTIMENTO MUSEALE

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nell’ambiente del museo sono stati concepiti e creati dei“percorsi” finalizzati alla lettura delle opere di marino marini, con particolare attenzione all’esasperata tridimensionalità dell’artista pistoiese. eccezionale, e forse irripetibile in altri contesti, la possibilità di“girare” intorno alla scultura, di rimirarla in prospettive sempre variate di accostamenti non usuali, con proiezioni a diversi livelli, oltre che con diverse angolazioni. il piano terra del museo presenta in declinazione monumentale il poema univoco e coordinato di marino, la metafora del cavaliere come storia di un uomo che smarrisce la fiducia nella ragione e nell’autocontrollo. sempre nell’aula maggiore del museo si è voluto accostare il controcanto delle pomone, opere di dimensioni monumentali secondo un motivo tematico che nella poetica di marino si è spesso intrecciato con quello del cavaliere. il piano intermedio ha in questo complesso museale il valore di una pausa di riflessione, un’isola più intimistica, che pone l’accento su un marino meno epico e polifonico ma, forse anche per questo, più suggestivo e per molti aspetti intrigante. in questa zona del museo sono conservate alcune opere di vario soggetto e una serie di sculture medio-piccole, di cui un piccolo gruppo significativo dell’attività di ritrattista di marino marini. il filo conduttore che lega e guida la presentazione delle opere del piano alto è un concetto tutto particolare di “teatralità”: lo spazio assume di nuovo respiro dilatato e imponente, e in questo contesto, in rapporto anche ai temi, la messa in scena è volutamente accentuata. qui trovano posto le ballerine e i danzatori degli anni cinquanta, che sono l’evoluzione estrema, tra inquietudini sorde e invasamenti panici, del percorso formale di marino marini.